set 30

Sarà il processo a stabilire se dietro alla morte del cinquantenne di Gavirate Angelo Tiozzo si celi un caso di malasanità oppure no. Sul banco degli imputati del tribunale di Gallare un medico del reparto di otorinolaringoiatria dell’ospedale Sant’Antonio Abate accusato di aver colposamente causato la morte di un proprio paziente. La procura della Repubblica di Busto che lo ha citato a giudizio ne è convinta: se non gli avesse detto di togliere la cannula (un tubicino che consente di respirare ai pazienti cui è stata praticata la tracheotomia) molto probabilmente sarebbe ancora vivo. In altre parole la vittima, che soffriva di una rarissima forma di distrofia cerebrale progressiva, venne consigliata male. In tal senso ha deposto il medico legale che eseguì l’autopsia sul cadavere: «Era consigliabile lasciargliela», ha dichiarato, «stante il quadro clinico non ancora definito fu un errore convincerlo a toglierla».

Fonte: La Provincia di Varese

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set 23

“Ho lanciato un altro sasso nello stagno. Ma vedrete che i primi ad essere d’accordo saranno quelli bravi. Avranno tutto l’interesse a mettersi su internet” dice Brunetta e prosegue “Se devo farmi operare ho il diritto di sapere se il mio medico è un macellaio oppure una persona efficiente. Se ammazza o salva le vite”. Niente giri di parole quindi, ma solo espressioni pragmatiche e dirette per annunciare una svolta che dal prossimo anno coinvolgerà tutto il settore sanitario. La Pubblica amministrazione infatti renderà pubblici i curriculum dei medici.

Fonte: Bari Mia

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set 23
Malasanità a Cassino?
icon1 Avv4U | icon2 Notizie | icon4 23 settembre 2008| icon3Nessun Commento »

L’episodio di presunta malasanità denunciato dai familiari di una persona deceduta a seguito di un sinistro stradale ha riacceso le polemiche circa i disagi che oramai vengono segnalati quotidianamente. Nella giornata di ieri peraltro in una nota il sindaco di Cassino, Scittarelli, ha sollecitato un intervento tempestivo dei responsabili regionali della sanità per evitare il perpetrarsi di tali gravi disfunzioni.

Fonte: Il Tempo

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set 22

“Costa” sei milioni di euro, una vita “da disabile gravissimo”, secondo il Tribunale di Genova, che ha condannato il ginecologo, l’Ospedale Villa Scassi di Sampierdarena e la Regione Liguria a versare appunto tale cifra quale risarcimento in sede civile per gravissimi danni da parto, provocati secondo il giudizio da un errore del ginecologo (ora defunto, il fatto risale al 1993).
Da dire inoltre che l’assicurazione dell’Ospedale aveva versato in acconto circa un miliardo di lire, mentre il resto sarà probabilmente a carico della Regione. L’allora neonata (che oggi ha 15 anni) subì una grave ipossia con danno cerebrale irreversibile e conseguente invalidità al 100%.

Fonte: Superando.it

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set 22

Palese (F.I.): “L’odissea del turista milanese nel Pronto Soccorso del Vito Fazzi di Lecce fino a tre anni e mezzo fa sarebbe certamente finita sulle prime pagine dei giornali nazionali.

La gravità di questo episodio comunque testimonia che quella tanto decantata inversione di tendenza e “umanizzazione della sanità” promessa da Vendola non c’è stata. Regna invece il caos totale negli ospedali e a farne le spese sono gli incolpevoli cittadini.”

Fonte: Il Paese Nuovo

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set 20

“Il nostro obiettivo – spiega l’assessore alla sanità Giovanni Bissoni – è di arrivare in tribunale il minor numero di volte possibile; per non inasprire i rapporti con i cittadini e per risparmiare. In effetti, da quando abbiamo avviato questo sistema di gestione del contenzioso, i costi sono notevolmente diminuiti”.

Tra le Asl capofila del nuovo sistema c’è Modena. Un milione di euro all’anno è il costo dei risarcimenti per l’azienda modenese, ma molto è il lavoro che viene svolto dalle apposite commissioni interne, che fanno incontrare i medici con coloro che lamentano un danno. Un sistema che funziona soprattutto per le cause di importo intorno alle poche migliaia di euro.

Fonte: Resto del Carlino

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set 12

«Mia moglie in travaglio, l’ascensore che non funzionava. Non è decisamente stato un bel momento». È la denuncia di Matteo Borghi che con la propria compagna ha vissuto momenti di panico in ospedale a Saronno, domenica 7 settembre, quando per un malfunzionamento si sono bloccati gli ascensori. Anche Roberto Citati, la cui compagna aveva appena partorito, ha vissuto momenti di paura quando, sempre a causa del guasto agli ascensori, non sarebbe arrivata l’incubatrice richiesta, costringendo l’infermiera a fare sei piani di scale a piedi con il bambino in braccio.

Fonte: Varese News

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set 10

Arriva in Pronto Soccorso alle ore 10,00 in seguito ad una caduta che gli provocherà la rottura dell’anca, ma solo alle ore 14,00 verrà visitato, mentre alle 16,00 sarà sottoposto ad analisi approfondite.

Fonte: Il Quotidiano

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set 6

Ancora una morte su cui si adombra un altro caso di malasanità al San Giovanni di Dio. A perdere la vita, qualche giorno dopo aver subito un intervento chirurgico, un’agrigentina di 55 anni M.F.

Fonte: Agrigentoweb.it

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set 4

Ha partorito il suo terzo figlio ed è deceduta subito dopo. E’ accaduto il 27 agosto scorso all’ospedale “San Giovanni di Dio” di Agrigento. Secondo quanto stabilito dall’autopsia ad uccidere la 38enne F.S., che si trovava ricoverata presso il reparto di Ostetricia e Ginecologia, sarebbe stato un embolo. La Procura ha aperto un’inchiesta per far luce sull’episodio.

Fonte: Romagnaoggi.it

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