ott 20

È in corso anche la notifica di avvisi di garanzia a 33 persone indagate. Nei confronti delle persone coinvolte nell’inchiesta si ipotizzano a vario titolo una sessantina di ipotesi di reato che vanno dall’abuso d’ufficio ai reati specifici circa la sicurezza della struttura ospedaliera.

Le indagini che hanno portato al sequestro dei reparti dell’ospedale di Vibo Valentia sono stati condotte dai Carabinieri del comando provinciale, del Nucleo antisofisticazioni e Sanità (Nas) di Catanzaro, e del Nucleo operativo ecologico di Reggio Calabria.

Fonte | IlSalvagente

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ott 15

Una diagnosi errata, “bolle d’aria di natura nervosa”, che impedi’ alla paziente, malata di cancro, di essere sottoposta a un intervento tempestivo che avrebbe potuto rendere migliore la qualita’ della sua vita. Per questo, due medici, all’epoca dei fatti in servizio all’ospedale Sant’Eugenio di Roma, dovranno risarcire i familiari della donna, Eleonora B., morta nel 1997, un anno e mezzo dopo i fatti al centro della controversia giudiziaria per la quale la Cassazione ha disposto che venga celebrato un nuovo processo d’appello, con cui stabilire l’entita’ del risarcimento.

Fonte | Agi

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ott 1

E’ successo venerdì scorso, alle ore 20, quando Cristina C. , con certificato alla mano prescritto dal medico di base richiedente un ricovero urgente per appendicite acuta, si è presentata al Pronto Soccorso del polo ospedaliero “G. B. Grassi” di Ostia. Il caso, classificato con codice giallo, è stato preso in esame soltanto alle ore 23. Dopo aver rilevato nella paziente una temperatura corporea assai elevata e una pressione arteriosa a dir poco preoccupante, il personale medico ha deciso saggiamente di effettuare le analisi del sangue, tra l’altro già eseguite dall’ammalata il giorno precedente sempre su prescrizione del medico curante, un’ecografia, una radiografia e una visita ginecologica. Ma se la prudenza non è mai troppa, in questo episodio ha superato ogni limite. La paziente, forse poco favorita dalla sorte, ha dovuto attendere l’alba al fine di ottenere finalmente il lasciapassare per essere ricoverata. Ma non è tutto. La scarsa convinzione dei sanitari sulla definizione del quadro clinico, peraltro già oculatamente individuato dal medico di fiducia, ha portato alla sapiente decisione di sottoporre l’ammalata ad ulteriori controlli facendo scivolare via inutilmente del tempo che avrebbe potuto rivelarsi davvero prezioso. Morale della favola, alle ore 14 la malcapitata, dopo aver ricevuto notizia di quale fosse il suo male oscuro, ovvero una peritonite allo stato avanzato, è stata sottoposta ad un intervento di ben due ore.

Fonte: IMGPress

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