Manca il medico anziana muore d’infarto spostata per l’ospedale

Presunto caso di Malasanità a Lecce:

Alla donna, giunta al Pronto soccorso accompagnata dai figli dopo aver accusato un malore, i medici avrebbero diagnosticato un infarto mandandola al secondo piano al reparto di cardiologia. In reparto, secondo quanto segnalato da Negro, a causa dell’assenza del medico di turno, non sarebbero stati prestati all’anziana i soccorsi necessari e la donna è morta in ascensore mentre tornava al Pronto soccorso.

Fonte: Gazzetta del mezzogiorno

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Errore medico: trasfusione con il sangue sbagliato

Una trasfusione di sangue sbagliata, alle Molinette di Torino, potrebbe essere la causa della morte di Irene G., 76 anni. L’errore sabato scorso, quando la paziente e’ stata ricoverata per difficolta’ respiratorie e una anemia cronica acuta; la scorsa notte il decesso.

Fonte Ansa

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Morì dopo il parto, ginecologo a processo

LOCARNO – Un ginecologo operante presso la Clinica Santa Chiara sarà processato con l’imputazione di omicidio colposo per la morte di una 39enne di Losone, subito dopo il parto di due gemelle.

La vicenda risale, ricorda la RSI, al 25 marzo 2008. La donna dopo il parto, che non ebbe conseguenze per le bimbe, subì un’emorragia interna causata dalla mancata espulsione della placenta. Furono necessari ben 45 minuti, però, prima che il medico presente giungesse alla corretta diagnosi. Tempo che fu fatale alla 39enne, a causa del sopraggiungere di gravi complicazioni.

La magistratura, studio l’incartamento, è giunta alla conclusione che ci fu un errore medico, imputabile al ginecologo della clinica locarnese che effettuò il cesareo e seguì la fase post-parto. Contro di lui, un 52enne, la sostituta procuratrice Marisa Alfier ha promosso l’accusa di omicidio colposo. Decisivo l’esito della perizia, affidata a due esperti dell’Università di Ginevra. “Una diagnosi e una terapia più tempestive avrebbero garantito ben maggiori probabilità di evitare il decesso.

Fonte Ticinonline

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Falsi medici, giro di vite sui controlli

Giro di vite nei controlli sui titoli dei medici. Lo promette l’assessore regionale alla Sanità Luca Coletto all’indomani della vicenda del medico fasullo, il trentenne veneziano Matteo Politi, che aveva operato in diverse strutture sanitarie italiane prima di concludere la sua «carriera» a Verona, dove aveva anche prestato servizio al pronto soccorso di Bussolengo, stanato da un’indagine dei carabinieri del Nas in collaborazione con la polizia municipale.

E se il sottosegretario alla Sanità Francesca Martini aveva già chiesto al governatore del Veneto Luca Zaia «di valutare l’adozione di una verifica incrociata sui titoli e sull’identità del personale medico dipendente del Servizio sanitario regionale negli atenei dove viene presentata la documentazione di laurea», ora l’assessore regionale annuncia di aver già fissato un appuntamento con il segretario regionale della Sanità, Domenico Mantoan, «per adottare al più presto dei provvedimenti che limitino la possibilità di falsificare i titoli accademici e di far in modo di procedere alla richiesta di controlli più accurati a monte, nelle cooperative che forniscono personale medico e paramedico alle strutture ospedaliere, nonchè di agevolare i controlli che la Regione può effettuare negli atenei dove i medici si sono laureati».

Fonte: L’Arena

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Deceduto dopo iniezione di liquido di contrasto per Tac

Nuovo caso di malasanità?

La Commissione sugli errori in campo sanitario ha aperto un’indagine sulla morte di un uomo di 69 anni, deceduto dopo un’iniezione di liquido di contrasto per Tac. Sul fatto indaga la polizia ed è stata aperta un’inchiesta da parte della procura di Napoli per verificare se vi siano eventuali responsabilità da parte dei sanitari. Il magistrato ha disposto l’esame sulla salma per risalire alle cause del decesso.

Fonte: Xcitta.it

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Impiantano seme di sconosciuto in luogo di quello del marito

La notizia di un errore compiuto durante una fecondazione assistita ha scosso la comunità padovana. Verso la fine del 2009 ad una donna è stato impiantato il seme di uno sconosciuto in luogo di quello del marito.

Palesatosi l’errore, causato da negligenza degli operatori che hanno erroneamente scambiato le provette, la paziente ha preteso di interrompere la gravidanza indesiderata mediante l’utilizzo del contraccettivo d’emergenza, noto a tutti come “pillola del giorno dopo”.

La donna ha subito avanzato una richiesta risarcitoria di circa mezzo milione di euro nei confronti della struttura sanitaria responsabile.

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Cos’è la Colpa Medica?

Colpa medica: si parla di “colpa medica” quando i sanitari hanno agito con negligenza. imprudenza o imperizia e hanno cagionato un danno al paziente.

Benchè il concetto di dolo sia giuridicamente differente da quello di colpa, è prassi far rientrare nel concetto di “colpa medica” anche la condotta illecita volontaria correlata alla professione sanitaria come, a titolo esemplificativo, l’interruzione illecita della gravidanza, la falsità in atti o la prescrizione di sostanze proibite.

Se avete un dubbio riguardante casi in cui credete sia riscontrabile una colpa medica non esitate a contattarci per un consulto.

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Cos’è un errore medico?

Errore medico: possiamo parlare genericamente di “” in tutti i casi in cui sia stata posta in essere in modo inappropriato, quindi discostandosi dalle linee guida in materia, una prestazione sanitaria o un intervento chirurgico.

Rientrano, a titolo esemplificativo e non esaustivo, nella casistica di cui sopra i casi di: prescrizione di una terapia inadeguata e/o non idonea, errata diagnosi, omesso rilascio del consenso informato, omesso o erroneo monitoraggio a seguito di interventi chirurgici o di trattamenti farmacologici a rischio di reazioni avverse, omesso o insufficiente rispetto delle condotte atte a prevenire infezioni, mancata o insufficiente preparazione dei pazienti agli esami invasivi, insufficienza dei meccanismi atti ad evitare o limitare le conseguenze negative dell’errore.

Se avete un dubbio riguardante casi in cui credete sia stato commesso un errore medico, non esitate a contattarci per un consulto.

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Diagnosticano una lussazione, in realtà era un frattura

Presunto caso di malasanità all’ospedale di Cesenatico. Una paziente di 80 anni ha chiesto i danni all’Ausl in quanto non le era stata diagnosticata una frattura causata da una caduta. L’incidente, per il quale la donna si è recata dolorante al nosocomio cesenaticense, si verificò il 13 novembre scorso. I sanitari le diagnosticarono una lussazione. Ma l’80enne continuava a lamentare dolori. Perciò un mese più tardi decise di recarsi al ‘Bufalini’ di Cesena. Qui i medici, che la sottoposero ad una nuova radiografia, le riscontrarono la frattura dell’osso.

Fonte: Romagna Oggi

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Nasce il comitato vittime sanità siciliana e c’è il primo caso

A poche ore dall’istituzione del Comitato vittime della Sanità Siciliana, contro la malasanità e le lunghe liste d’attesa di Asl e ospedali, voluto dal segretario nazionale del Codacons Francesco Tanasi, è arrivata la prima segnalazione di malasanità. Un utente, S.B. ha richiesto all’ospedale di Caltanissetta la prenotazione di una ecografia al cuore. La prenotazione è stata fatta per il 29 marzo 2010: un anno e 2 mesi di di attesa per una prestazione che viene richiesta soprattutto da utenti affetti da cardiopatia ischemica o valvolopatia e che hanno dunque enorme urgenza di effettuare il controllo

Fonte: Alice.it

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