Hanno sbagliato e devono pagare

«Indignazione e disgusto». Sono questi gli unici sentimenti che Loretta Governatori, vedova del chirurgo Giuseppe Geraci, riesce a provare dopo la sentenza di assoluzione nei confronti dei medici che operarono suo marito. Geraci, a sua volta specialista di punta del reparto di Cardiologia del Policlinico di Modena, morì nel settembre 2007 a 54 anni dopo un infarto. Si trovava in vacanza con il figlio in Sicilia e venne operato d’urgenza all’ospedale di Palermo. Morì dopo 50 giorni di agonia e due medici vennero indagati per omicidio colposo. Ora quei due specialisti sono stati assolti e in primo grado.

Sono indignata, è stato un processo farsa. Un procedimento in cui, sebbene ci fossero consulenze tecniche inconfutabili, gli esperti sono stati messi a tacere. Quei medici sono stati assolti quando, durante il processo, avevano ammesso di avere sbagliato. C’era un filmato dell’operazione, che mi ero procurata io stessa, che testimoniava tutti gli errori commessi durante l’intervento. Dopo i quali non è stato fatto nulla per rimediare. Un errore può capitare a tutti, ma in questo caso è stata una vera omissione di soccorso. Anche dopo gli errori, non sono state attivate le procedure per salvargli la vita.

Fonte: Il Resto del Carlino

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I processi contro i camici bianchi

Il decreto Bersani risale alla metà del 2006, spiega l’avvocato Roberto Russo, presidente dell’Ordine degli avvocati di Firenze, Mettere in relazione il decreto con l’aumento delle cause contro i medici mi sembra francamente un po’ azzardato. Non siamo in America, dove i legali si fanno pubblicità sui cartelloni all’esterno degli ospedali. La verità è che l’errore medico non è più subito dal paziente in modo passivo. Oggi il paziente è molto più critico e il medico non è più il santone o lo stregone di una volta. E’ vero, le cause contro i medici sono aumentate, ma è anche vero che la maggior parte dei procedimenti si conclude con una condanna.

Fonte: La Nazione

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Santa Rita pagherà 7mln di euro alla Lombardia

La clinica milanese Santa Rita, sotto processo per lo scandalo su operazioni inutili e rimborsi gonfiati scoppiato lo scorso luglio, pagherà 7 milioni di euro alla Regione Lombardia e all’Asl città di Milano per i danni materiali e di immagine che ha causato loro

Fonte: Unione Sarda

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50 minuti per arrivare in ospedale

l’autoambulanza ritarda ad arrivare (diranno in seguito di avere ricevuto un indirizzo sbagliato), la bimba stenta a respirare, diventa tutta nera e freddissima, mia moglie giace in un letto di sangue. Quando finalmente arrivano i soccorsi, caricano solo me con la bimba, senza neanche guardarla e partiamo verso l’ospedale Grassi di Ostia. Alla mia richiesta di prestare soccorso a mia moglie rispondono che arriverà un’altra autoambulanza e che se proprio devono prendere anche lei è sotto la mia responsabilità. Poco dopo, però, decidono di tornare indietro a recuperare anche mia moglie.
Per farla breve arriviamo in ospedale dopo 50 minuti dalla nascita della piccola Irene. Considerate che io abito a 10 minuti, di giorno e non in emergenza, dall’ospedale, a Casal Palocco. Potete solo cercare di immaginare quei momenti, ora sia mia moglie sia la piccola pare stiano bene, ma io non ho potuto fare altro che denunciare i membri dell’autoambulanza ai carabinieri accorsi in ospedale.

Fonte: Il Giornale

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Malasanità a Biella

Grave episodio di malasanita’ a Biella. A denunciarlo in un’interrogazione urgente presentata a palazzo Lascaris, il consigliere regionale di Forza Italia-Pdl del Piemonte, Lorenzo Leardi.

”Sono venuto a conoscenza – afferma l’esponente azzurro – che un paziente affetto da una grave patologia che lo obbliga a letto 24 ore su 24 da piu’ di due anni, recatosi all’ospedale di Biella non ha potuto essere sottoposto alle visite, regolarmente prenotate, per assenza dei medici, al momento in ferie”.

Fonte: Asca

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Inghilterra: malasanità, tremila decessi nel 2008

Sono più di 3.000 le persone che nello scorso anno e nella sola Inghilterra sono morte a causa di errori commessi dalla sanità pubblica. Secondo i dati raccolti dai liberaldemocratici, i decessi, 3.645 in tutto, rappresentano un aumento del 60% rispetto agli ultimi due anni. Errori di valutazione, nelle diagnosi e nei test sono stati la causa di 156 decessi, mentre 309 persone sono morte perché i medici non sono riusciti a controllare le infezioni e quasi 500 pazienti si sono suicidati mentre si trovavano sotto la supervisione dei medici

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Fonte: Unione Sarda

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Parigi: muore per l’attesa in ospedale

Episodio di malasanità in Francia:

Un uomo è rimasto vittima di un infarto cardiaco a Massy (Essonne) dopo sei ore in attesa per essere ricoverato in un ospedale. Non c’era posto in nessun servizio di rianimazione. Quando è stato ricoverato era ormai troppo tardi.

Fonte | Tgcom

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Esposto alla Procura per malasanità

Una caduta rovinosa dalla lettiga con una forte contusione al ginocchio e alla spalla destra, una visita al pronto soccorso con una prognosi di sei giorni. La lettiga in questione, da cui la signora V.N. è caduta l’altroieri pomeriggio, è quella del poliambulatorio della Asl di via Etruria 36 dove si era recata per essere sottoposta ad un esame doppler.

Fonte | TRCGiornale

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Sì al testamento biologico

Il giudice tutelare del tribunale di Modena, Guido Stanzani, ha depositato ieri il decreto con il quale ha accolto la richiesta di un uomo che, ancora in ottime condizioni di salute, chiedeva, in caso di malattia invalidante, di nominare la moglie “proprio amministratore di sostegno”, vale a dire “garante delle sue volontà di fine vita”.

In sostanza il giudice gli ha concesso “in caso di malattia terminale o irreversibile”, di “non essere sottoposto ad alcun trattamento terapeutico”. La sentenza del giudice Stanzani, la prima in Italia di questo tipo, apre la strada al “testamento biologico”.

Il decreto depositato ieri mattina dal giudice tutelare Guido Stanzani rappresenta una vera e propria rivoluzione in materia. Concede, infatti, ad una persona perfettamente sana di esercitare un diritto primario, quello di pretendere, in caso di malattia o infortunio, il rispetto delle disposizioni terapeutiche in precedenza scelte.

Fonte | GazzettadiModena

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Sospetto trapianto fegato infetto, acquisite cartelle cliniche

Acquisite dalla polizia le cartelle cliniche di Carmelo Solimeo, il 66enne che sarebbe morto in seguito all’impianto di un fegato infetto dal virus dell’epatite B. A denunciare l’episodio, avvenuto al Policlinico di Bari, sono stati i familiari dell’uomo.

Fonte | Instablog

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