E’ successo venerdì scorso, alle ore 20, quando Cristina C. , con certificato alla mano prescritto dal medico di base richiedente un ricovero urgente per appendicite acuta, si è presentata al Pronto Soccorso del polo ospedaliero “G. B. Grassi” di Ostia. Il caso, classificato con codice giallo, è stato preso in esame soltanto alle ore 23. Dopo aver rilevato nella paziente una temperatura corporea assai elevata e una pressione arteriosa a dir poco preoccupante, il personale medico ha deciso saggiamente di effettuare le analisi del sangue, tra l’altro già eseguite dall’ammalata il giorno precedente sempre su prescrizione del medico curante, un’ecografia, una radiografia e una visita ginecologica. Ma se la prudenza non è mai troppa, in questo episodio ha superato ogni limite. La paziente, forse poco favorita dalla sorte, ha dovuto attendere l’alba al fine di ottenere finalmente il lasciapassare per essere ricoverata. Ma non è tutto. La scarsa convinzione dei sanitari sulla definizione del quadro clinico, peraltro già oculatamente individuato dal medico di fiducia, ha portato alla sapiente decisione di sottoporre l’ammalata ad ulteriori controlli facendo scivolare via inutilmente del tempo che avrebbe potuto rivelarsi davvero prezioso. Morale della favola, alle ore 14 la malcapitata, dopo aver ricevuto notizia di quale fosse il suo male oscuro, ovvero una peritonite allo stato avanzato, è stata sottoposta ad un intervento di ben due ore.
Fonte: IMGPress