Sarà il processo a stabilire se dietro alla morte del cinquantenne di Gavirate Angelo Tiozzo si celi un caso di malasanità oppure no. Sul banco degli imputati del tribunale di Gallare un medico del reparto di otorinolaringoiatria dell’ospedale Sant’Antonio Abate accusato di aver colposamente causato la morte di un proprio paziente. La procura della Repubblica di Busto che lo ha citato a giudizio ne è convinta: se non gli avesse detto di togliere la cannula (un tubicino che consente di respirare ai pazienti cui è stata praticata la tracheotomia) molto probabilmente sarebbe ancora vivo. In altre parole la vittima, che soffriva di una rarissima forma di distrofia cerebrale progressiva, venne consigliata male. In tal senso ha deposto il medico legale che eseguì l’autopsia sul cadavere: «Era consigliabile lasciargliela», ha dichiarato, «stante il quadro clinico non ancora definito fu un errore convincerlo a toglierla».
Fonte: La Provincia di Varese