La mancanza del consenso informato non lede solo il diritto del paziente all’autodeterminazione delle scelte sanitarie, ma lo stesso diritto alla salute e all’integrità fisica; ne consegue che il paziente ha diritto ad ottenere lo stesso risarcimento che gli spetterebbe nel caso fosse stata accertatta un’esecuzione errata o negligente del trattamento medico.
Articoli con tag risarcimento errore medico
La notizia di un errore compiuto durante una fecondazione assistita ha scosso la comunità padovana. Verso la fine del 2009 ad una donna è stato impiantato il seme di uno sconosciuto in luogo di quello del marito.
Palesatosi l’errore, causato da negligenza degli operatori che hanno erroneamente scambiato le provette, la paziente ha preteso di interrompere la gravidanza indesiderata mediante l’utilizzo del contraccettivo d’emergenza, noto a tutti come “pillola del giorno dopo”.
La donna ha subito avanzato una richiesta risarcitoria di circa mezzo milione di euro nei confronti della struttura sanitaria responsabile.
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“1) in tema di responsabilità professionale da contratto o contatto sociale del medico, al fine del riparto dell’onere probatorio, il paziente danneggiato deve limitarsi a provare il contratto (o contatto sociale) e l’aggravamento della patologia o l’insorgenza di un’affezione ed allegare l’inadempimento del debitore, astrattamente idoneo a provocare il danno lamentato;
2) le omissioni imputabili al medico nella redazione della cartella clinica rilevano sia come figura sintomatica di inesatto adempimento, per difetto di diligenza, in relazione alla previsione generale contenuta nell’art. 1176, secondo comma, cod. civ., sia come nesso eziologico presunto, posto che l’imperfetta compilazione della stessa non può, in via di principio, risolversi in danno di colui che vanti un diritto in relazione alla prestazione sanitaria.”
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Errore medico: possiamo parlare genericamente di “errore medico” in tutti i casi in cui sia stata posta in essere in modo inappropriato, quindi discostandosi dalle linee guida in materia, una prestazione sanitaria o un intervento chirurgico.
Rientrano, a titolo esemplificativo e non esaustivo, nella casistica di cui sopra i casi di: prescrizione di una terapia inadeguata e/o non idonea, errata diagnosi, omesso rilascio del consenso informato, omesso o erroneo monitoraggio a seguito di interventi chirurgici o di trattamenti farmacologici a rischio di reazioni avverse, omesso o insufficiente rispetto delle condotte atte a prevenire infezioni, mancata o insufficiente preparazione dei pazienti agli esami invasivi, insufficienza dei meccanismi atti ad evitare o limitare le conseguenze negative dell’errore.
Se avete un dubbio riguardante casi in cui credete sia stato commesso un errore medico, non esitate a contattarci per un consulto.
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Colpa medica: si parla di “colpa medica” quando i sanitari hanno agito con negligenza. imprudenza o imperizia e hanno cagionato un danno al paziente.
Benchè il concetto di dolo sia giuridicamente differente da quello di colpa, è prassi far rientrare nel concetto di “colpa medica” anche la condotta illecita volontaria correlata alla professione sanitaria come, a titolo esemplificativo, l’interruzione illecita della gravidanza, la falsità in atti o la prescrizione di sostanze proibite.
Se avete un dubbio riguardante casi in cui credete sia riscontrabile una colpa medica non esitate a contattarci per un consulto.
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Cos’è la Colpa Medica?
apr 23
Colpa medica: si parla di “colpa medica” quando i sanitari hanno agito con negligenza. imprudenza o imperizia e hanno cagionato un danno al paziente.
Benchè il concetto di dolo sia giuridicamente differente da quello di colpa, è prassi far rientrare nel concetto di “colpa medica” anche la condotta illecita volontaria correlata alla professione sanitaria come, a titolo esemplificativo, l’interruzione illecita della gravidanza, la falsità in atti o la prescrizione di sostanze proibite.
Se avete un dubbio riguardante casi in cui credete sia riscontrabile una colpa medica non esitate a contattarci per un consulto.
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Cos’è un errore medico?
apr 23
Errore medico: possiamo parlare genericamente di “errore medico” in tutti i casi in cui sia stata posta in essere in modo inappropriato, quindi discostandosi dalle linee guida in materia, una prestazione sanitaria o un intervento chirurgico.
Rientrano, a titolo esemplificativo e non esaustivo, nella casistica di cui sopra i casi di: prescrizione di una terapia inadeguata e/o non idonea, errata diagnosi, omesso rilascio del consenso informato, omesso o erroneo monitoraggio a seguito di interventi chirurgici o di trattamenti farmacologici a rischio di reazioni avverse, omesso o insufficiente rispetto delle condotte atte a prevenire infezioni, mancata o insufficiente preparazione dei pazienti agli esami invasivi, insufficienza dei meccanismi atti ad evitare o limitare le conseguenze negative dell’errore.
Se avete un dubbio riguardante casi in cui credete sia stato commesso un errore medico, non esitate a contattarci per un consulto.
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Presunto caso di malasanità all’ospedale di Cesenatico. Una paziente di 80 anni ha chiesto i danni all’Ausl in quanto non le era stata diagnosticata una frattura causata da una caduta. L’incidente, per il quale la donna si è recata dolorante al nosocomio cesenaticense, si verificò il 13 novembre scorso. I sanitari le diagnosticarono una lussazione. Ma l’80enne continuava a lamentare dolori. Perciò un mese più tardi decise di recarsi al ‘Bufalini’ di Cesena. Qui i medici, che la sottoposero ad una nuova radiografia, le riscontrarono la frattura dell’osso.
Fonte: Romagna Oggi
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A poche ore dall’istituzione del Comitato vittime della Sanità Siciliana, contro la malasanità e le lunghe liste d’attesa di Asl e ospedali, voluto dal segretario nazionale del Codacons Francesco Tanasi, è arrivata la prima segnalazione di malasanità. Un utente, S.B. ha richiesto all’ospedale di Caltanissetta la prenotazione di una ecografia al cuore. La prenotazione è stata fatta per il 29 marzo 2010: un anno e 2 mesi di di attesa per una prestazione che viene richiesta soprattutto da utenti affetti da cardiopatia ischemica o valvolopatia e che hanno dunque enorme urgenza di effettuare il controllo
Fonte: Alice.it
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«Indignazione e disgusto». Sono questi gli unici sentimenti che Loretta Governatori, vedova del chirurgo Giuseppe Geraci, riesce a provare dopo la sentenza di assoluzione nei confronti dei medici che operarono suo marito. Geraci, a sua volta specialista di punta del reparto di Cardiologia del Policlinico di Modena, morì nel settembre 2007 a 54 anni dopo un infarto. Si trovava in vacanza con il figlio in Sicilia e venne operato d’urgenza all’ospedale di Palermo. Morì dopo 50 giorni di agonia e due medici vennero indagati per omicidio colposo. Ora quei due specialisti sono stati assolti e in primo grado.
Sono indignata, è stato un processo farsa. Un procedimento in cui, sebbene ci fossero consulenze tecniche inconfutabili, gli esperti sono stati messi a tacere. Quei medici sono stati assolti quando, durante il processo, avevano ammesso di avere sbagliato. C’era un filmato dell’operazione, che mi ero procurata io stessa, che testimoniava tutti gli errori commessi durante l’intervento. Dopo i quali non è stato fatto nulla per rimediare. Un errore può capitare a tutti, ma in questo caso è stata una vera omissione di soccorso. Anche dopo gli errori, non sono state attivate le procedure per salvargli la vita.
Fonte: Il Resto del Carlino