Articoli con tag risarcimento malasanità

Quando si può parlare di Errore Medico?

Errore medico: possiamo parlare genericamente di “” in tutti i casi in cui sia stata posta in essere in modo inappropriato, quindi discostandosi dalle linee guida in materia, una prestazione sanitaria o un intervento chirurgico.

Rientrano, a titolo esemplificativo e non esaustivo, nella casistica di cui sopra i casi di: prescrizione di una terapia inadeguata e/o non idonea, errata diagnosi, omesso rilascio del consenso informato, omesso o erroneo monitoraggio a seguito di interventi chirurgici o di trattamenti farmacologici a rischio di reazioni avverse, omesso o insufficiente rispetto delle condotte atte a prevenire infezioni, mancata o insufficiente preparazione dei pazienti agli esami invasivi, insufficienza dei meccanismi atti ad evitare o limitare le conseguenze negative dell’errore.

Se avete un dubbio riguardante casi in cui credete sia stato commesso un errore medico, non esitate a contattarci per un consulto.

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Cos’è la Colpa Medica?

Colpa medica: si parla di “colpa medica” quando i sanitari hanno agito con negligenza. imprudenza o imperizia e hanno cagionato un danno al paziente.

Benchè il concetto di dolo sia giuridicamente differente da quello di colpa, è prassi far rientrare nel concetto di “colpa medica” anche la condotta illecita volontaria correlata alla professione sanitaria come, a titolo esemplificativo, l’interruzione illecita della gravidanza, la falsità in atti o la prescrizione di sostanze proibite.

Se avete un dubbio riguardante casi in cui credete sia riscontrabile una colpa medica non esitate a contattarci per un consulto.

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Cos’è un errore medico?

Errore medico: possiamo parlare genericamente di “” in tutti i casi in cui sia stata posta in essere in modo inappropriato, quindi discostandosi dalle linee guida in materia, una prestazione sanitaria o un intervento chirurgico.

Rientrano, a titolo esemplificativo e non esaustivo, nella casistica di cui sopra i casi di: prescrizione di una terapia inadeguata e/o non idonea, errata diagnosi, omesso rilascio del consenso informato, omesso o erroneo monitoraggio a seguito di interventi chirurgici o di trattamenti farmacologici a rischio di reazioni avverse, omesso o insufficiente rispetto delle condotte atte a prevenire infezioni, mancata o insufficiente preparazione dei pazienti agli esami invasivi, insufficienza dei meccanismi atti ad evitare o limitare le conseguenze negative dell’errore.

Se avete un dubbio riguardante casi in cui credete sia stato commesso un errore medico, non esitate a contattarci per un consulto.

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Diagnosticano una lussazione, in realtà era un frattura

Presunto caso di malasanità all’ospedale di Cesenatico. Una paziente di 80 anni ha chiesto i danni all’Ausl in quanto non le era stata diagnosticata una frattura causata da una caduta. L’incidente, per il quale la donna si è recata dolorante al nosocomio cesenaticense, si verificò il 13 novembre scorso. I sanitari le diagnosticarono una lussazione. Ma l’80enne continuava a lamentare dolori. Perciò un mese più tardi decise di recarsi al ‘Bufalini’ di Cesena. Qui i medici, che la sottoposero ad una nuova radiografia, le riscontrarono la frattura dell’osso.

Fonte: Romagna Oggi

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Nasce il comitato vittime sanità siciliana e c’è il primo caso

A poche ore dall’istituzione del Comitato vittime della Sanità Siciliana, contro la malasanità e le lunghe liste d’attesa di Asl e ospedali, voluto dal segretario nazionale del Codacons Francesco Tanasi, è arrivata la prima segnalazione di malasanità. Un utente, S.B. ha richiesto all’ospedale di Caltanissetta la prenotazione di una ecografia al cuore. La prenotazione è stata fatta per il 29 marzo 2010: un anno e 2 mesi di di attesa per una prestazione che viene richiesta soprattutto da utenti affetti da cardiopatia ischemica o valvolopatia e che hanno dunque enorme urgenza di effettuare il controllo

Fonte: Alice.it

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Hanno sbagliato e devono pagare

«Indignazione e disgusto». Sono questi gli unici sentimenti che Loretta Governatori, vedova del chirurgo Giuseppe Geraci, riesce a provare dopo la sentenza di assoluzione nei confronti dei medici che operarono suo marito. Geraci, a sua volta specialista di punta del reparto di Cardiologia del Policlinico di Modena, morì nel settembre 2007 a 54 anni dopo un infarto. Si trovava in vacanza con il figlio in Sicilia e venne operato d’urgenza all’ospedale di Palermo. Morì dopo 50 giorni di agonia e due medici vennero indagati per omicidio colposo. Ora quei due specialisti sono stati assolti e in primo grado.

Sono indignata, è stato un processo farsa. Un procedimento in cui, sebbene ci fossero consulenze tecniche inconfutabili, gli esperti sono stati messi a tacere. Quei medici sono stati assolti quando, durante il processo, avevano ammesso di avere sbagliato. C’era un filmato dell’operazione, che mi ero procurata io stessa, che testimoniava tutti gli errori commessi durante l’intervento. Dopo i quali non è stato fatto nulla per rimediare. Un errore può capitare a tutti, ma in questo caso è stata una vera omissione di soccorso. Anche dopo gli errori, non sono state attivate le procedure per salvargli la vita.

Fonte: Il Resto del Carlino

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I processi contro i camici bianchi

Il decreto Bersani risale alla metà del 2006, spiega l’avvocato Roberto Russo, presidente dell’Ordine degli avvocati di Firenze, Mettere in relazione il decreto con l’aumento delle cause contro i medici mi sembra francamente un po’ azzardato. Non siamo in America, dove i legali si fanno pubblicità sui cartelloni all’esterno degli ospedali. La verità è che l’errore medico non è più subito dal paziente in modo passivo. Oggi il paziente è molto più critico e il medico non è più il santone o lo stregone di una volta. E’ vero, le cause contro i medici sono aumentate, ma è anche vero che la maggior parte dei procedimenti si conclude con una condanna.

Fonte: La Nazione

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Santa Rita pagherà 7mln di euro alla Lombardia

La clinica milanese Santa Rita, sotto processo per lo scandalo su operazioni inutili e rimborsi gonfiati scoppiato lo scorso luglio, pagherà 7 milioni di euro alla Regione Lombardia e all’Asl città di Milano per i danni materiali e di immagine che ha causato loro

Fonte: Unione Sarda

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50 minuti per arrivare in ospedale

l’autoambulanza ritarda ad arrivare (diranno in seguito di avere ricevuto un indirizzo sbagliato), la bimba stenta a respirare, diventa tutta nera e freddissima, mia moglie giace in un letto di sangue. Quando finalmente arrivano i soccorsi, caricano solo me con la bimba, senza neanche guardarla e partiamo verso l’ospedale Grassi di Ostia. Alla mia richiesta di prestare soccorso a mia moglie rispondono che arriverà un’altra autoambulanza e che se proprio devono prendere anche lei è sotto la mia responsabilità. Poco dopo, però, decidono di tornare indietro a recuperare anche mia moglie.
Per farla breve arriviamo in ospedale dopo 50 minuti dalla nascita della piccola Irene. Considerate che io abito a 10 minuti, di giorno e non in emergenza, dall’ospedale, a Casal Palocco. Potete solo cercare di immaginare quei momenti, ora sia mia moglie sia la piccola pare stiano bene, ma io non ho potuto fare altro che denunciare i membri dell’autoambulanza ai carabinieri accorsi in ospedale.

Fonte: Il Giornale

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Malasanità a Biella

Grave episodio di malasanita’ a Biella. A denunciarlo in un’interrogazione urgente presentata a palazzo Lascaris, il consigliere regionale di Forza Italia-Pdl del Piemonte, Lorenzo Leardi.

”Sono venuto a conoscenza – afferma l’esponente azzurro – che un paziente affetto da una grave patologia che lo obbliga a letto 24 ore su 24 da piu’ di due anni, recatosi all’ospedale di Biella non ha potuto essere sottoposto alle visite, regolarmente prenotate, per assenza dei medici, al momento in ferie”.

Fonte: Asca

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