Giu 12
Ieri sera è stato chiuso anche il pronto soccorso, in funzione solo per estremi casi di gravità e in realtà inattivo. Rarissimi i pazienti che si sono presentati nella notte, tutti dirottati su altre strutture. Tra questi anche un “codice rosso” che segnala le urgenze gravi: una giovane cinese con sospetta emorraggia interna. Dopo una visita, gli stessi sanitari del pronto soccorso, non potendo intervenire a seguito delle disposizioni ospedaliere, sono stati costretti a chiamare il 118 che ha provveduto a trasportare la ragazza all’ospedale di Niguarda.

Fonte: Il Giornale

Giu 12

«Ultimamente sembrava di stare in una macelleria», è l’agghiacciante descrizione di uno dei quattro anestesisti della Santa Rita

Far luce sui 25 decessi - di cui 5 già contestati - e sulle 88 lesioni frutto di uno spregiudicato ricorso al bisturi e di degenze ping pong. Capitava, come si legge nell’ordinanza, che i pazienti anziani fossero costretti a fare la spola tra il reparto di trattamento acuto e la riabilitazione cosicché l’ospedale potesse intascare un rimborso massimo di 238 euro al giorno. Trasferimenti che per molti si sono rivelati fatali: paradossalmente infatti alla Santa Rita si moriva di più nel settore di riabilitazione (74 decessi nel 2005) rispetto alla terapia intensiva (51 morti), notoriamente a maggior rischio.

Fonte: Il Messaggero